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di Paolo Ermani – “La divisione Crop Science della Bayer non è mai stata trasparente”. E’ la pesante accusa lanciata dalla dottoressa Rosemary Mason, medico inglese, per 35 anni in forze al servizio sanitario nazionale britannico e già tra i responsabili del Glamorgan Wildlife Trust, che ha scritto proprio al direttore esecutivo della divisione Crop Science della Bayer, Werner Baumann.

La dottoressa Mason ha preso carta e penna dopo aver visto una pubblicità uscita sul quotidiano inglese The Guardian nel dicembre scorso in cui la Bayer affermava: “La trasparenza crea fiducia. Noi alla Bayer ci assumiamo la responsabilità di comunicare il modo in cui verifichiamo la sicurezza dei nostri prodotti – e siamo consapevoli che le persone in tutto il mondo vogliono più informazioni sul glifosato. Questo mese, sul nostro sito dedicato alla trasparenza, abbiamo pubblicato oltre 300 studi riguardanti la sicurezza del glifosato”.

La Mason, però, sostiene appunto che la Bayer non sia mai stata trasparente e riprende anche la storia della multinazionale.

Le origini della Bayer

“La Bayer ha le sue origini nella ex IG Farben, società privata tedesca che era alleata con i nazisti e che produceva lo Zyklon B, il gas usato per uccidere milioni di ebrei durante l’Olocausto (…). Avevano costruito una fabbrica vicino ad Auschwitz, in Polonia, per poter sfruttare il lavoro degli ebrei rinchiusi nei lager (…) e alla fine della guerra, dopo il processo di Norimberga, la società si è sciolta dando origine a tre divisioni separate, la Hoescht, la Bayer e la Basf”.

Aspartame, Searle e Monsanto

Poichè la Bayer si è recentemente fusa con la Monsanto, la dottoressa Mason si sofferma anche su quest’ultima multinazionale e sulla sua storia, che oggi sono divenuti parte integrante del colosso Bayer. E inizia dall’aspartame.

“L’aspartame è stato sintetizzato per la prima volta nel 1965 negli Stati Uniti. È un additivo chimico, neurotossico, cancerogeno e frutto dell’ingegneria genetica, danneggia i mitocondri e interagisce con farmaci e vaccini – scrive Mason nella sua lettera aperta – Per i primi 16 anni la Fda lo aveva bandito, poiché erano emerse correlazioni con tumori al cervello, epilessia ed effetti neurotossici sui topi. Ma il Ceo della Searle, che fabbricava l’aspartame, era un uomo chiamato Donald Rumsfeld e, insieme al presidente Ronald Reagan, rese possibile l’utilizzo della sostanza in numerose bibite dietetiche nel 1982”. La Monsanto acquisì successivamente la Searle che deteneva il brevetto dell’aspartame e, malgrado numerosi studi e ricercatori sottolineassero i pericoli di questa sostanza chimica, l’Efsa ha poi concluso nel dicembre 2013 che “l’aspartame è sicuro per il consumo umano agli attuali livelli di assunzione”, come spiega sempre Mason.

Ogm, Pcb e pesticidi

Il medico inglese fa poi riferimento nella sua lettera anche ai finanziamenti garantiti dalla Fondazione Rockfeller, fin dagli anni ’40, alla ricerca sugli organismi geneticamente modificati e ricorda la lettera che già aveva scritto sempre a Baumann nel luglio 2017, dove raccomandava caldamente alla Bayer di non acquisire la Monsanto, rea peraltro, secondo Mason, di “avere nascosto per molti anni i pericoli dei Pcb, i policlorobifenili, per poterci guadagnare sopra” e di produrre l’erbicida glifosato, sul quale diversi studi hanno gettato ombre sinistre.

Mason richiama l’allarme dei pediatri sull’esposizione dei bambini ai pesticidi, che sta generando una sorta di “epidemia silenziosa” di malattie e richiama anche lo studio che ha individuato la presenza di glifosato in 43 campioni su 45 di cereali da colazione negli Stati Uniti. Infine, si sofferma sul rapporto delle Nazioni Unite, diffuso nel marzo 2017, secondo cui è assolutamente necessario procedere con nuove e più rigide regolamentazioni sull’uso di pesticidi ed erbicidi limitando le fortissimi pressioni che i produttori di queste sostanze hanno finora esercitato sui governi.

Mason cita poi il lavoro del ricercatore americano Anthony Samsel che ha analizzato oltre centomila pagine di studi secretati dalla Monsanto che attestano effetti dannosi del glifosato sulla salute umana e che ha reso la sua testimonianza davanti alla California Environmental Protection Agency. Nella sua lettera, il medico inglese illustra inoltre il lavoro di Don Huber, professore emerito di patologia vegetale alla Purdue University, che in un meeting tenutosi al Parlamento di Londra nel 2014 aveva illustrato le caratteristiche tossicologiche del glifosato.

La conclusione della dottoressa Mason è amara, poiché ravvisa nelle dichiarazioni recenti del governo inglese la scelta di spianare ancor più la strada all’agricoltura chimica e agli organismi geneticamente modificati. Tendenza che, ed è questo il grande timore di molti, potrebbe essere intrapresa anche dal resto dell’Europa stante le fortissime pressioni delle multinazionali che vedono i loro affari in pericolo con l’aumentare della consapevolezza e delle mobilitazioni dei cittadini. E termina la sua lettera a Baumann citando le parole di Caius Rommens, scienziato che è stato in forze alla Monsanto: “Ora so che ci è stato fatto il lavaggio del cervello, addirittura ce lo siamo fatto da noi. Credevamo che l’essenza della vita fosse una molecole morta, il Dna, e pensavamo di poter migliorare la vita modificando questa molecola in laboratorio. Eravamo anche convinti che le nostre conoscenze teoriche fossero tutto ciò di cui avevamo bisogno per avere successo e che una singola modificazione genetica avrebbe sempre avuto solo l’effetto che noi volevamo che avesse”.