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di s2m2 – Il 22 Dicembre del 2017 fu trovato un biglietto appeso sulla porta di un supermarket di Berlino. “Non voglio passare il Natale da solo”, recitava.

L’annuncio fu fotografato da una ragazza e postato su Facebook. Presto diventò virale e l’anziano signore fu invitato da migliaia di persone in tutta la Germania. Una storia a lieto fine, ma non una delle tante.

Il Natale, e le feste in generale, sono un momento di felicità per molti, ma anche di immensa tristezza per altri.

Molta gente è così sola da non poter passare le festività con qualcuno. É il paradosso delle megalopoli: milioni di persone in pochi chilometri quadrati ed essere comunque da soli.

La solitudine del Cittadino Globale, scriveva Bauman.

Ci sono davvero tante storie simili, storie che non hanno fine con le feste, che durano 365 giorni l’anno e coinvolgono milioni di italiani.

Quando si parla di Robot, per esempio, pochi sanno che i primi esperimenti con umani sono stati condotti per tenere compagnia ad anziani e disabili, persone con cui nessuno vuole trascorrere il tempo. In Scandinavia alcune cliniche stanno utilizzando robot per assistere i malati e, da quando è avvenuto, sono aumentati i suicidi in corsia. E sempre in Scandinavia esistono agenzie che cercano nelle case persone ormai decedute da tempo. Persone sole, morte in solitudine.

É di qualche giorno fa l’annuncio di Cristian, un ragazzo disabile di Reggio Emilia, affetto da Sma, che cerca compagnia. É disposto a pagare amici 7 euro l’ora, proprio come dice il suo annuncio pubblicato su Facebook. Perché il giovane di 20 anni ha il corpo che non funziona, ma il cervello sì e vuole stare in compagnia.

Secondo il Rapporto annuale Istat 2018, circa 3 milioni di persone dichiarano di non avere una rete di amici, né una rete di sostegno, né partecipano a una rete di volontari organizzati.

Questo non vuole essere un promemoria della parabola del buon samaritano, ma solo una cruda analisi di quel che accade a tutti noi. Perché è proprio nei giorni più luminosi dell’anno che può calare il buio più tetro.

Il Natale è un momento strano, pieno di gioia e pieno di solitudine, zeppo di cibo e regali ma che può essere davvero vuoto di contenuto. Persone che hanno bisogno di assistenza, di affetto, sono le più sole e dimenticate proprio in questi giorni di festa.

Perché in fondo non si può essere felici a comando, perché la chiave per la felicità non esiste e se ci fosse assomiglierebbe molto ad una cosa tipo: creati tu la tua gioia, qualsiasi forma assuma.

Strano che anche qui ci sia una forma di individualismo, ma penso che sia ormai tipica dei nostri tempi.

Vi lascio con questo video realizzato qualche tempo fa dall’Age UK, un’organizzazione benefica britannica: è una commovente campagna per sensibilizzare il pubblico sul tema della cosiddetta solitudine cronica.

Si intltola “Just Another Day” e descrive la routine giornaliera di un uomo anziano che spende le sue giornate tra casa e supermercato. Il suo ritmo quotidiano viene bruscamente interrotto quando si trova di fronte al supermercato chiuso, in occasione del Natale.

E quindi nel tipico spirito natalizio, auguro i migliori auguri a voi…e famiglia!