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di s2m2 – Qualche giorno fa ho fatto visita alla , la divisione aerospace dell’azienda imolese NPC, nata da un’idea di alcuni studenti di ingegneria aerospaziale dell’Università di Bologna, con l’obiettivo di generare opportunitá e sviluppare prodotti e soluzioni nel settore spaziale.

Sono ragazzi fantastici, unici in Italia. Il loro obiettivo è quello di trasformare il problema dei detriti spaziali in una vera e propria opportunitá.

I satelliti che hanno smesso di funzionare sono spesso lasciati uscire dall’orbita, perché non esistono leggi internazionali nello spazio che ci costringano a rimuovere la nostra spazzatura. Così lo spazio intorno alla terra è una vera discarica.

Per mitigare questo enorme problema, soprattutto nell’ottica di un sempre crescente sviluppo del mercato spaziale, ad Imola è nato questo progetto pazzesco.

In particolare il settore di riferimento in cui Spacemind sviluppa sistemi e sottosistemi, e progetta vere e proprie missioni spaziali, é quello dei , vera e propria disruptive technology dell’ultimo decennio.

Ad oggi hanno sviluppato due prodotti propri, un sistema di deorbiting autonomo per nanosatelliti e , una montatura altazimutale per telescopi classe 1m con prestazioni tali da permettere di trovare, inseguire e monitorare i detriti spaziali orbitanti. In parallelo Spacemind già preso parte a due missioni Cubesat sviluppando anche parti dell’hardware e contribuendo all’integrazione delle piattaforme.

E’ proprio vero, le menti più eccellenti del pianeta sono sempre e solo quelle degli italiani!