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di Paolo Ermani – Se l’ambiente fosse un problema marginale, solo un costo o un intralcio per la prosperità, un paese come la Germania avrebbe come secondo partito i verdi in costante ascesa?

Gente pragmatica i tedeschi, che difficilmente lascia qualcosa al caso. E se la quarta potenza mondiale, decide di virare sull’ambiente forse è il caso di domandarsi come mai. In Germania sanno perfettamente (come ormai tutto il mondo) che stiamo andando verso la catastrofe climatica e la scelta è obbligata, quindi prima si prendono provvedimenti e meno costi e maggiori probabilità di sopravvivenza ci sono.

Puntare sull’ambiente ha inoltre innumerevoli vantaggi, più di ogni altro tema, elenchiamone alcuni: significa fare formazione capillare in ogni settore, privato e pubblico e quindi aumentare automaticamente la coscienza civica delle persone. Significa la salvaguardia e conoscenza del proprio territorio, significa preservare la vera ricchezza cioè ad esempio la biodiversità, il numero di alberi e di terra fertile disponibile. Significa ridurre drasticamente l’inquinamento che è arrivato a livelli insostenibili e di conseguenza ridurre le spese mediche per curarsi. Significa risparmiare energia e acqua, significa ridurre gli sprechi di qualsiasi cosa, significa riavvicinarsi alla natura e rallentare dai ritmi pazzeschi che una civiltà frenetica destinata all’estinzione ci vuole imporre.

Significa fare dei lavori che prendono in considerazione gli altri e la natura e questo crea un ambiente sano e migliora la società.

Significa prendersi cura del territorio e per esempio ritornare a popolare tantissime zone semi abbandonate in posti meravigliosi laddove le persone sono andate via per inseguire un modello che si sta dimostrando fallimentare.

Significa puntare sulle nostre eccellenze paesaggistiche, locali, gastronomiche, cioè puntare alla qualità che è il vanto della nostra alimentazione conosciuta in tutto il mondo.

Significa creare occupazione, aumentare la resilienza del nostro paese e l’autosufficienza alimentare ed energetica, riducendo tutti gli assurdi costi che ha comprare energia e alimenti da chissà dove e da chissà chi, alimenti ed energia che possiamo anche autoprodurci.

Significa arricchire la popolazione, perché quando si riducono sprechi e costi, in tasca rimane di più. Significa fare lavorare l’edilizia per un grande piano di ristrutturazione energetica e l’imprenditoria in generale per la creazione di tutte quelle tecnologie che ci rendono sempre più indipendenti.

Significa che in un futuro in cui scarseggeranno le risorse bisogna produrre beni durevoli e soprattutto riciclabili in ogni componente fin nei minimi particolari, laddove come in natura il concetto di rifiuto non esista più. Significa ridare importanza e valore all’artigianato che è un nostro patrimonio inestimabile.

Significa evitare che milioni di profughi climatici siano costretti ad andare via dalle loro terre.

Tutto ciò non solo crea benefici da ogni punto di vista ma si ripaga da sé con i costi evitati in energia, sprechi e produzioni dannose creando danni che vanno a scapito di tutti e che tutti paghiamo.

Gli interventi da fare sono così tanti che eliminerebbero totalmente la disoccupazione. In posti dove ci sia un lavoro sensato, a favore degli altri e dell’ambiente, dove ci sia cibo sano, aria sana, acqua sana, energia sana, relazioni sane, si vive meglio e più in sicurezza perché si ricostruiscono i legami di comunità andati perduti.

Per fare tutto ciò ci vuole un grande piano di rinascita ambientale che coinvolga ogni settore: agricoltura, economia, lavoro, alimentazione, salute, educazione e costruire un futuro degno di questo nome, un futuro per tutti in tutto il mondo.

E’ finita l’epoca in cui si pensava che l’ambiente fosse solo la protezione delle foche monache o un costo. L’ambiente ora è l’unica partita da giocare perché come dice Greta Thunberg, se la nostra casa è in fiamme non c’è niente di più urgente da fare che intervenire.

 

L’AUTORE

Paolo Ermani – Scrittore, formatore, consulente energetico, ideatore di progetti innovativi in ambito lavorativo e ambientale. Da metà degli anni ottanta si occupa di ambiente, energie rinnovabili, risparmio energetico e idrico, uso razionale dell’energia, tecnologie appropriate a cui poi ha aggiunto tematiche relative agli stili di vita, all’economia, il lavoro, l’alimentazione, l’agricoltura, la facilitazione. Ha lavorato e si è formato nei più importanti centri europei per le tecnologie alternative. Fra le centinaia di iniziative che ha realizzato è tra i fondatori dell’associazione Paea, del giornale web Il Cambiamento e del progetto sul lavoro Ufficio di Scollocamento. E’ autore dei libri: Pensare come le montagne (scritto con Valerio Pignatta), Ufficio di Scollocamento (scritto con Simone Perotti), Solo la crisi ci può salvare (scritto con Andrea Strozzi).

http://www.ilcambiamento.it/autori/paolo_ermani