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di Dario Tamburrano – Questa settimana il Parlamento europeo di Strasburgo ha formalmente e definitivamente approvato la “rivoluzione elettrica” contenuta nella nuova Direttiva per il mercato elettrico (tutti dettagli qui).

Ho seguito l’iter di questa direttiva fin dalla proposta iniziale della Commissione del novembre 2016 come relatore di minoranza portando avanti le medesime battaglie nella Direttiva rinnovabili per i diritti dei cittadini e comunità dell’energia e per una legislazione che permettesse la diffusione in tutta Europa del modello energetico rinnovabile  distribuito.

La nuova Direttiva per il mercato elettrico costituisce, per così dire, una rivoluzione elettrica dal momento che riconosce ai cittadini singoli e associati diritti complementari a quelli sanciti dalla nuova Direttiva rinnovabili.

Questi diritti rispecchiano i nostri obiettivi principali, sono il frutto di una battaglia durata un’intera legislatura e si traducono in vantaggi per l’ambiente e in risparmi sulle bollette. Vengono confermati e rafforzati i diritti di consumare, stoccare, vendere l’energia autoprodotta e di condividere l’energia prodotta da impianti comuni; viene sancito inoltre il diritto dei cittadini di unire le forze per partecipare attivamente al sistema elettrico.

Diventa possibile senza impedimenti sia “vendere” il proprio risparmio di energia ed il mancato consumo (è il concetto di “negawatt”); sia prelevare elettricità dalla rete quando è abbondante e poco costosa, stoccarla nelle batterie di casa e nei “serbatoi” delle auto elettriche e cederla di nuovo alla rete nei momenti in cui è più scarsa e più cara.

Questo  senza dover assolvere agli obblighi dei grandi produttori di energia, cosa dirimente per permettere a chiunque di accedere a questi benefici.

Un altro diritto è quello di conoscere in tempo praticamente reale l’andamento dei propri consumi elettrici, per approfittare delle oscillazioni di prezzo nell’arco della giornata e per favorire l’integrazione nella rete dell’intermittente produzione di energia rinnovabile.

Queste parti sono contenute negli articoli 15 e 16 della direttiva per il mercato elettrico. Li trovate qui.