Condividi
Facebook
Twitter

Una nuova stampante 3D utilizza la luce per trasformare i liquidi  in oggetti solidi complessi in pochi minuti. E’ questa la recente invenzione di alcuni ricercatori dell’Università di Berkeley.

Soprannominata il “replicatore” dagli inventori, questa nuova stampante 3D può creare oggetti più flessibili e più complessi di quanto sia possibile con le tradizionali stampanti 3D.

La maggior parte delle stampanti 3D creano oggetti 3D strato per strato. Questo porta ad un effetto “scalino” lungo i bordi. Si ha anche difficoltà a creare oggetti flessibili perché i materiali piegabili potrebbero deformarsi durante il processo di stampa e sono necessari supporti per stampare oggetti di determinate forme, come gli archi.

La nuova stampante si basa su un liquido viscoso che reagisce formando un solido quando esposto a una certa soglia di luce. Proietta modelli di luce attentamente elaborati, essenzialmente “film”, su un cilindro rotante di liquido, e solidifica quindi la forma desiderata.

La nuova stampante è stata ispirata dalle scansioni della tomografia computerizzata che possono aiutare i medici a localizzare tumori e fratture nel corpo.

“Essenzialmente abbiamo invertito questo principio” – ha detto Taylor, ricercatore di Berkeley.

Oltre a modellare la luce, che richiede calcoli complessi per ottenere le esatte forme e intensità, l’altra grande sfida affrontata dai ricercatori è stata come formulare un materiale che rimanesse liquido quando esposto a un po ‘di luce, ma reagisse per formare un solido se esposto a molta luce.

“La resina da stampa 3D è composta da polimeri liquidi miscelati con molecole fotosensibili e ossigeno disciolto. La luce attiva il composto fotosensibile che esaurisce l’ossigeno. Solo in quelle regioni tridimensionali in cui tutto l’ossigeno è stato esaurito i polimeri formano i “reticoli” che trasformano la resina da liquido a solido. La resina non utilizzata può essere riciclata riscaldandola in un’atmosfera di ossigeno – ha detto Taylor – Inoltre la nostra tecnica non genera quasi sprechi di materiale e il materiale non polimerizzato è riutilizzabile al 100%”