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di Virginia Raggi – Il business dei rifiuti è ricco, ricchissimo: miliardi di euro che girano attorno alla spazzatura in tutta Italia e arricchiscono pochi.

Un sistema ha lucrato per decenni sulla “monnezza” anche a Roma. Nella capitale abbiamo assistito ad una sorta di regime di monopolio, legato alla discarica più grande d’Europa, Malagrotta. Un impianto che ha messo a rischio la salute dei cittadini e compromesso il territorio per ragioni di profitto.

Noi stiamo provando a cambiare quel sistema. Stiamo introducendo, passo dopo passo, un modello di gestione dei rifiuti innovativo. Un percorso non semplice lungo il quale registriamo una serie di “incidenti” che scoraggerebbero chiunque. Noi andiamo avanti.

Pochi giorni fa, domenica scorsa per la precisione, è scoppiato un incendio nell’impianto di Trattamento meccanico biologico (Tmb) di Rocca Cencia, nella periferia Est di Roma, bloccando la struttura e la raccolta di un quarto dei rifiuti di Roma: è solo l’ultimo episodio di questa guerra dei rifiuti. L’11 dicembre, tre mesi fa, un altro rogo aveva distrutto il Tmb Salario. Nel settembre 2017 era andata a fuoco l’isola ecologia di Acilia. Tutti siti di proprietà di Ama, la nostra azienda municipalizzata dei rifiuti. Azienda che, negli ultimi due anni, ha visto dare alle fiamme oltre 600 suoi cassonetti per la raccolta stradale, per un danno complessivo di circa 500mila euro che verrà pagato dai cittadini romani.

Roma produce 2.600 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati. Circa 500 finivano nel Tmb Salario, ora chiuso. Altre 500 vanno a Rocca Cencia, che però dopo l’incendio del 24 marzo è parzialmente inutilizzabile. Oltre 1.000 tonnellate finiscono nei 2 Tmb del Colari, società di Manlio Cerroni (ex patron di Malagrotta), attualmente sottoposta ad amministrazione giudiziaria. La parte residua di rifiuti, nonché quella che non viene più conferita nel Tmb Salario, viene avviata al trattamento in altri impianti della Regione Lazio e in Abruzzo.

Questi sono i fatti. E messi in fila fanno capire bene quanto questi “incidenti” ricorrenti mettano a dura prova la gestione dei rifiuti a Roma. Serve una risposta ferma e determinata di tutte le istituzioni. Noi siamo pronti.

Ieri ho scritto ai ministri dell’Ambiente, della Difesa, dell’Economia, dell’Interno e al Prefetto di Roma, chiedendo un presidio fisso dell’Esercito che garantisca la sicurezza degli impianti che trattano e smaltiscono i rifiuti di Roma. Inoltre ho chiesto ad Ama una relazione dettagliata per sapere se tutte le telecamere del Tmb Rocca Cencia fossero attive la sera dell’incendio avvenuto nei giorni scorsi.

Le istituzioni e i cittadini, uniti, sapranno reagire a qualunque difficoltà. Voglio essere chiara: non ci faremo intimidire e combatteremo chi vuole impedire il cambiamento.