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di Daniel Kraft – Viviamo in un mondo di drogati, drogati da farmaci. 4,5 miliardi di prescrizioni di farmaci saranno prescritti da medici come me quest’anno, solo negli Stati Uniti.

E per la maggior parte di noi, l’esperienza è spesso confusa. Quante pillole assumere, istruzioni, effetti collaterali, dosaggio, che spesso nessuno legge e tante altre informazioni che pochi capiscono. Insomma penso che possiamo e dobbiamo fare di meglio.

Abbiamo alcune soluzioni potenziali? Iniziamo con il fatto che molti farmaci non funzionano per tutti coloro a cui sono stati prescritti. Prendi l’aspirina: circa una persona su quattro che prende l’aspirina per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, è inconsapevolmente resistente all’aspirina. Ma ha ancora gli stessi rischi di reazioni avverse al farmaco.

Secondo alcune stime, le controindicazioni sono tra le quattro principali cause di morte negli Stati Uniti. E le reazioni avverse al farmaco e gli effetti collaterali sono spesso legati al dosaggio.

Ora come possiamo cambiare le cose? Spesso sentiamo parlare di droghe intelligenti, personalizzate, mirate, Internet of Things, terapia genica, IA, medicina di precisione, ecc. In realtà, viviamo ancora in un’epoca di medicina empirica, che procede per tentativi ed errori.

E se potessimo re-immaginare dei modi per facilitare l’assunzione di medicine? Per ottenere le giuste dosi e le combinazioni migliori per abbinarle? Cosa succederebbe?

Prendi, ad esempio, l’ipertensione. È il principale fattore di morte precoce in tutto il mondo. La metà degli americani adulti ha l’ipertensione, meno della metà ce l’ha ben controllata. Abbiamo 500 morti evitabili dall’ipertensione non controllata negli Stati Uniti, ogni giorno. Ma la FDA ha appena approvato un bracciale per la pressione sanguigna.

Quindi invece di controllare la mia pressione sanguigna in clinica, il mio medico potrebbe vedere i miei parametri in tempo reale e regolarli secondo necessità, con l’aiuto di un algoritmo di dosaggio della pressione sanguigna, o usando l’Internet delle cose. Il mio smartwatch, già oggi, ha un ECG integrato, che può essere letto dall’intelligenza artificiale.

Ma oggi la tecnologia può fare ancora di più.

Potrebbero essere analizzate in tempo reale anche il mio peso, la mia forma, quanta massa corporea, grasso, massa muscolare, e tutto potrebbe essere utile per ottimizzare la mia prevenzione o la mia terapia.

Quindi cosa succede se gli ospedali diventano strutture leggere che monitorano i pazienti a distanza? Può non funzionare per tutto, ma per molte cose, quotidiane, sarebbe l’ideale.

E, naturalmente, siamo nell’era della genomica. Sequenziare il DNA oggi costa meno di 1.000 dollari. Così posso iniziare a capire la mia farmaco-genomica: il modo in cui i miei geni hanno un impatto sul mio corpo, se ho bisogno di dosi più alte o più basse o di un farmaco diverso.

Il fatto però è che non stiamo utilizzando queste opportunità. Non vedo nessuno muoversi in questa direzione. Parlo di governi.

Le aziende ovviamente sono più veloci. è stato appena acquisito da Amazon, quindi presto potremmo avere in giornata i nostri farmaci, consegnati da un drone.

Penso che una delle soluzioni sia quella di utilizzare meglio la polypill. Una polipillola è l’integrazione di più farmaci in un’unica pillola. Una pillola basata su i tuoi parametri, magari stampata in 3D, in modo che ogni giorno tu abbia quello di cui hai bisogno.

Quindi, invece di prendere sei farmaci, ad esempio, potrei integrarli in uno solo. Potremo iniziare dai farmaci generici per i problemi più comuni. Circa il 90% dei farmaci prescritti oggi sono farmaci generici a basso costo.

Quindi, spero di poter re-immaginare il futuro della medicina in modi nuovi, che sappiano guardare al paziente e non al business. Perché questo è un grande business e per costruire qualcosa di nuovo, dobbiamo prima trasformare il nostro modello. La salute non può essere un conto economico, non può essere un parametro del PIL.

Se hai un tumore e costa troppo, che faccio? Non ti curo? Vedete, non può essere un conto economico.