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Effettuare una ricerca su Internet, archiviare dati, inviare o salvare una e-mail sono azioni quotidiane che, senza rendercene conto, finiscono per avere una importante impronta ecologica. Si stima che attualmente tutte queste azioni rappresentino il 2% delle emissioni di CO2 in tutto il mondo, un importo che raddoppierà anno dopo anno.

Per capire come viene generato questo inquinamento digitale, bisogna capire come funziona il sistema. Il fatto di salvare una e-mail, ad esempio, significa che questa informazione deve essere memorizzata su un server da qualche parte sul pianeta. Quel server ha bisogno di energia per funzionare, e attualmente l’energia utilizzata per quell’alimentazione inquina.

19 grammi di CO² sono, secondo ADEME, l’impronta di carbonio media di un messaggio email con un allegato da 1 MB: ogni minuto vengono inviati oltre 200 milioni di e-mail, emettendo oltre 3.800 tonnellate di CO². Solo spam e newsletter rappresentano oltre il 90% del traffico email, mentre solo il 10% dei messaggi viene aperto.  La maggior parte di noi non ha l’abitudine di eliminare quelle e-mail che, in molti casi, non leggiamo più ma tuttavia continuiamo a non cestinare.

In vista di questa situazione, sono emerse diverse aziende che vogliono cercare di risolvere il problema dell’inquinamento digitale. E’ il caso della startup francese , che fornisce un servizio di analisi e-mail, segnala la quantità di CO2 generata in base ad essa, e offre al cliente la possibilità di eliminare le e-mail non necessarie.

CleanFox consente di eliminare e annullare l’iscrizione alle newsletter in un clic, riducendo al contempo l’impatto ambientale. In meno di un minuto, un utente può annullare l’iscrizione e cancellare tutte le newsletter indesiderate che parassitano la sua cassetta postale e inquinano il pianeta. La Startup francese, in collaborazione con Weforest pianterà anche un albero in Zambia a nome dell’utente che utilizzerà l’app.

Sebbene sia un problema invisibile, la verità è che è arrivato il tempo di sensibilizzarci sul tema. Se non fermiamo questo inquinamento, tra qualche anno la situazione sarà praticamente irreversibile. I rifiuti digitali rappresentano lo stesso pericolo dei rifiuti fisici. E se stiamo progredendo sempre di più a livello di riciclaggio dei rifiuti, dovremo farlo anche in relazione al mondo digitale.