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Una tipografia e un’organizzazione non profit sperano di aver trovato una soluzione alla povertà globale: case stampate in 3D.

New Story, un ente di beneficenza dedicato a fornire rifugio a comunità impoverite e in difficoltà, e la società di stampa ICON, hanno progettato e realizzato una casa che può essere costruita con una stampante 3D in meno di un giorno per circa 4000 dollari.

New Story riferisce che i suoi primi progetti saranno nelle zone rurali dell’America centrale, ma la semplicità della casa pone una domanda semplice: è una soluzione che potrebbe aiutare ad alleviare la povertà nelle grandi città, ad esempio negli Stati Uniti? Si spera di si, visti i costi e la velocità di realizzazione.

Secondo un rapporto del Dipartimento per gli alloggi e lo sviluppo urbano degli Stati Uniti, nel 2017 il numero di persone senza un tetto negli Stati Uniti era di circa 554.000. La metà di queste persone è concentrata in 5 stati (la California ha il numero più alto al 25%).

La tecnologia dietro la casa non è nuova. L’anno scorso, Apis Cor, azienda con sede a San Francisco, ha stampato una casa molto più grande in 24 ore usando materiali quasi identici. Quella casa è costata poco più di $ 10.000. All’epoca, la società vantava la prima stampante 3D mobile al mondo, in grado di essere facilmente spostata.

Il co-fondatore di ICON, Jason Ballard, ha dichiarato che la stampante 3D dell’azienda può essere spostata soltanto da due persone, con alcune altre che assistono alla costruzione. Ha anche detto che l’energia e il livello di comfort della casa superano gli standard di costruzione tradizionali, grazie a materiali e modelli speciali.

Uno dei primi a proporre l’idea di una casa stampata in 3D è stato il professor  Behrokh Khoshnevis della Viterbi School of Engineering della USC. Nel 2012, il professor Khoshnevis ha ipotizzato in un TEDTalk l’idea di interi quartieri costruiti interamente da tipografi che lavorano con un programma.